GIORNO 4: Insieme per ricostruire – Marina di Carrara

Posted by 22 novembre 2014 News No Comments

Ore 6.00 – partenza da Perugia. Dopo aver visto Terni e il suo popolo che non si piega ci dirigiamo da un altro che non è mai stato domo, gli operai della Fincantieri di Ancona.

Oggi siamo a Marina di Carrara, il tempo non è dei migliori, ma questo non ci impedisce di proseguire nel nostro viaggio. Ci fermiamo prima di raggiungere la meta per rivedere e sistemare i materiali video raccolti sino a questo momento, dei bambini accanto al nostro tavolo inventano storie, quel tipo di storie che un adulto non ricorda di aver mai inventato, quel tipo di storie che ti fanno credere di poter tutto quando “diventerai grande”, quelle storie a cui una generazione precaria non crede più.Oggi ci “sporcheremo le mani”.

Andremo in un Liceo linguistico colpito dall’alluvione per riqualificarlo insieme alle studentesse e agli studenti.

Nonostante il tempo piovoso e nuvoloso, ancora, l’aria che si respira entrati nel Liceo è allegra.Nelle ultime settimane, negli ultimi anni, infiniti sono i casi in cui la natura ha sopraffatto l’umanità e le sue costruzioni, la maggior parte delle volte perché non ci siamo curati a sufficienza del rispetto delle regole, della natura, della sicurezza di tutti.Solo negli ultimi giorni sono molteplici gli esempi di luoghi pericolanti e malfunzionanti: abbiamo visto gli studentati e l’Istituto Nautico ad Ancona, la Pathenope di Napoli, la Liguria, anch’essa come la Toscana, colpita da alluvioni fortissime.Eppure esistono luoghi nel mondo dove studentesse e studenti vanno a scuola senza paura di morire, lavoratrici e lavoratori al lavoro in luoghi sicuri.

La domanda logica e naturale è: perché in Italia le scuole e le università cadono a pezzi, le città non sono costruite in modo da non essere sopraffatte dagli eventi naturali come la pioggia e i terremoti, mettendo a rischio migliaia di vite?

Ma la voglia di ricostruire e di ripartire c’è, sempre, e questa giornata ne è la rappresentazione: degli studenti pronti a riqualificare la loro scuola, la musica di sottofondo che li accompagna in questa impresa, si perché in fin dei conti questa è la loro piccola impresa eroica che non dovrebbe essere solo degna di nota, ma d’esempio per chi pensa che non interessi a nessuno se le nostre scuole e università non sono luoghi sicuri, a noi studenti interessa perché in gioco non ci sono solo le nostre vite, ma anche il nostro futuro, la nostra istruzione.

Oggi ci siamo “sporcati le mani” in una sola direzione: quella dei diritti, il diritto a poter studiare in luoghi sicuri.

L’Italia che vogliamo le mani vuole sporcarsele ad un unico prezzo: quello di poter costruire un futuro di diritti per tutti.

 
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