GIORNO 5: La scatola degli attrezzi – Bergamo

Posted by 24 novembre 2014 News No Comments
Il nostro viaggio nella generazione precaria prosegue in Lombardia. Oggi siamo andati a scoprire una grande esperienza di spazio sociale d’aggregazione, servizi e co-working.
Immaginate un luogo dove potete trovare un servizio di orientamento al lavoro, dove potete studiare e dove trovare un aiuto per risolvere un problema.
Immaginate di avere un’idea, un progetto, per fare qualcosa di utile per la vostra comunità o per migliorare la vita in città e trovare uno spazio per condividere tutto questo con altre persone, associazioni, con cui lavorare per renderlo possibile; oppure di realizzare un’opera artistica, un prodotto della vostra creatività o del vostro ingegno e avere a disposizione una sala per realizzare la vostra mostra.
Immaginate di avere in centro città un luogo dove la vostra associazione si può riunire, organizzare iniziative, trovare altre associazioni con cui condividere esperienze e attività.
Tutto questo è Toolbox. La “scatola degli attrezzi” che la CGIL di Bergamo mette a disposizione dei giovani, degli studenti, delle associazioni e della cittadinanza per offrire servizi, dare spazio alle associazioni locali, incrociare giovani, immigrati e precari per rappresentare anche le loro necessità includendoli nella contrattazione sociale territoriale, per tutelare e allargare i diritti degli “invisibili”.
D’altra parte siamo una società dove non si vive più insieme, dove conta essere vincenti e avere successo, magari passando sopra gli altri, non solo perché è più facile ma perché conta essere più vincenti degli altri e avere più successo; in una società che procede, anche nella crisi, all’insegna dell’individualismo e dell’indifferenza, della conservazione, a costo di sacrificare una generazione intera e quella successiva; in una società dove si continua a imporre la retorica del “merito”, mentre le diseguaglianze si dilatano, forse proprio per giustificarle. In una società come questa l’aggregazione, la solidarietà sociale e la cultura dei diritti sono le risposte migliori: perché individualismo, indifferenza e diseguaglianza sono il presupposto culturale alla precarietà, alla svalutazione dell’istruzione e del lavoro.
A Bergamo abbiamo trovato un pezzetto del futuro che vogliamo costruire.
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