SCIOPERO GENERALE #12DIC STUDENTESSE E STUDENTI IN PIAZZA

Posted by 12 dicembre 2014 News No Comments
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Il Governo Renzi ha fatto del cambiamento e dell’innovazione i concetti chiave della sua iniziativa di governo, ma se a parole annuncia riforme in nome e per conto dei giovani, nei fatti non inverte minimamente la rotta su Scuola, Università e Ricerca.
I provvedimenti del Governo, Jobs Act , Sblocca Italia e Legge di Stabilità in primis, rispondono ad interessi particolari, delle imprese, dei Rettori, di settori  dell’ establishment economico e finanziario, e non certo alle reali esigenze di studenti e giovani lavoratori: anziché estendere diritti e tutele, le si tolgono a chi ne ha ancora qualcuna.
Con la Legge di Stabilità per il 2015 avremo nuovi tagli alle Università per 260 Milioni di Euro nei prossimi 3 anni, con l’estensione dell’assurda quota premiale,  42 Milioni di tagli agli enti di Ricerca, conferma del blocco del Turn Over e degli Scatti Stipendiali, nessuna inversione di tendenza nel sottofinanziamento del mondo della scuola, e un ulteriore precarizzazione del mondo della ricerca, tramite l’eliminazione del vincolo all’assunzione di un ricercatore “stabile”, per ogni nuovo Ordinario.
Le linee guida del documento sulla Buona Scuola sono insufficienti nel determinare un reale cambiamento nel mondo dell’istruzione superiore: nessun investimento in diritto allo studio, alternanza scuola-lavoro sbilanciata a favore delle imprese, preoccupanti riduzioni degli spazi di governance e democrazia nei singoli istituti.
Se il Costo Standard per Studente, come probabile, penalizzerà gli Atenei con molti fuoricorso, si scatenerà una vera e propria caccia agli studenti fuoricorso, con aumenti delle tasse, obblighi di iscrizione part-time, decadenze e penalizzazioni varie.
Lo “Sblocca Italia” ha permesso l’inserimento sotto Patto di Stabilità interno delle risorse statali per le Borse di Studio, mettendone a rischio l’erogazione regionale nel 2014/15, e i tagli per oltre 4 Miliardi alle Regioni porteranno ad ulteriori riduzioni dei finanziamenti regionali per il diritto allo studio nei prossimi anni. I 162 Milioni stanziati sono del tutto insufficienti a garantire la copertura di tutte le Borse di Studio, e nel 2013/14 gli idonei non beneficiari sono aumentati del 5%, 46 mila studenti e studentesse capaci e privi di mezzi che non percepiscono la borsa pur avendone diritto (nel 2013 erano 35 mila).
Siamo stufi di annunci e slogan, che distorcono la pura e semplice realtà: questo Governo non ha nessuna intenzione di investire nel futuro dei giovani, a partire dall’Istruzione e dalla Conoscenza, e per questo il 12 Dicembre parteciperemo allo Sciopero Generale indetto da CGIL e UIL, con spezzoni studenteschi in tutti i cortei  territoriali, portando nelle piazze le nostre rivendicazioni e proposte su Scuola, Università e Ricerca.
Per bloccare i tagli a Università, Ricerca e AFAM
Per chiedere maggiori finanziamenti per il Diritto allo Studio, una Legge quadro Nazionale e la copertura totale delle Borse di Studio
Per impedire la penalizzazione degli studenti fuoricorso con il Costo Standard e avere, invece, più strumenti e risorse didattiche
Per una riforma dei cicli, che risolva problemi di orientamento in entrata e uscita dalle scuole medie e superiori e abbatta la dispersione scolastica
Per un cambiamento radicale del sistema d’accesso universitario, con il coinvolgimento immediato degli studenti
Per un potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro che riduca dualità nei percorsi formativi. Vogliamo superare il binomio studiare o lavorare per arrivare invece ad un percorso formativo che tenga insieme apprendimento tramite studio e approccio al lavoro.
Per avere uno Statuto dei diritti degli Studenti e delle Studentesse in stage, tirocinio e alternanza, e per chiedere diritti, tutele e riconoscimento a tutti i soggetti impegnati nel completamento del loro percorso di formazione e specializzazione, dagli studenti delle scuole superiori ai Praticanti e agli Specializzandi.
Per l’introduzione del ruolo unico della docenza, che garantisca pari dignità a ricercatori e docenti, scardinando le baronie che danneggiano didattica e ricerca
Per ribadire che se non si riparte dall’istruzione e dal lavoro, il nostro Paese non avrà futuro.

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